Piove a dirotto ed io, col mio metro e cinquanta e l'ombrellone diametro un metro e cinquanta, provo grande difficoltà a muovermi tra pozzanghere, ombrelli, telefonini appiccicati all'orecchio e auto che continuano a docciarmi senza pietà.
Sono irritata al massimo ... ah se ... penso ...
Cammino leggera, borsa a tracolla, tacchi a spillo.
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| da web |
La pioggia cade fitta fitta, accarezza la mia persona e scivola via.
Ci vuole un bel po’ prima che mi renda conto della leggera, impalpabile, trasparente pellicola che mi avvolge totalmente proteggendomi dalla pioggia e lasciandomi, nel contempo, libera di muovermi a mio piacimento.
Mi guardo intorno, tutti camminano spediti, incuranti della pioggia che continua a cadere fitta fitta e .... mi stropiccio gli occhi ... e che? la gente è rinsavita o hanno sequestrato tutti i telefonini? e mentre rifletto su questo inaspettato miracolo vengo distratta da un quasi impercettibile ronzio ... involontariamente fermo ogni mio pensiero mentre una forza innaturale, mai prima percepita, mi spinge in un tunnel buio e mi trovo faccia a faccia con la mia amica Anna.
Con un sorriso appena accennato mi invita a pranzo ed io, senza muovere le labbra, ma di questo mi son resa conto molto dopo, l'ho ringraziata e abbiamo stabilito dove incontrarci.
E poi, così come improvvisa mi è apparsa, Anna è svanita.
Mi guardo intorno, la pioggia continua a cadere
La gente cammina frettolosa.
Le macchine, leggere, sfrecciano l’un sull’altra
Le vetrine luccicano di luce.
Alzo lo sguardo verso un display che troneggia, perpendicolarmente all'insegna di un orefice e leggo “ore 12:20, martedì 12 settembre 3009”.

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