incontro



Come ogni notte, tornavo a casa sulla mia bicicletta cigolante.  Lavoravo, dalle venti a mezzanotte, come cameriera in un ristorante e per far riposare la mia mente piena di formule e numeri e per potermi permettere qualche capriccio.

Nel pomeriggio c'era stato l'incontro calcistico Italia-Inghilterra e già da un paio di giorni la città brulicava di gentlemen che “gentle” proprio non erano. Le mance quella sera erano state generose e finalmente le belle scarpe
rosse, che troneggiavano in vetrina da una settimana, erano mie!
Pedalavo felice, quando con gran terrore vedo venirmi incontro un gruppo di ragazzi, gentlmen, ubriachi.

I loro schiamazzi si fanno sempre più vicini, mi additano e ridono sguaiati ed io mi sento perduta. Mi guardo intorno e non vedo via d'uscita.
La strada è deserta, io e loro, e sento già il puzzo del loro alito su di me.
E' la mia fine!
Chiudo gli occhi, faccio un profondo  respiro e prego la bicicletta di non tradirmi: la mia salvezza è tutta l
ì! se riesco a scansarli con uno scatto improvviso sono salva, basta non andargli addosso, sono così fradici che a stento si reggono in piedi. Apro gli occhi e ... una camionetta della polizia è tra me e loro.
Grande respiro di sollievo!
Passo rasente la camionetta.
Sorrido al giovane autista che ammicca.
Supero la camionetta.
Mi giro ... la camionetta non c'è più  e il vociante gruppo di gentlemen continua il suo traballante andare nella direzione opposta alla mia. 




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