Papà ha raccontato poco di sé e della sua famiglia e la maggior parte di quello che ora so lo devo ad una mia cugina. Quando, ormai grande, sono entrata in contatto con lei mi è stato descritto un uomo il cui carattere non collimava affatto con quello di mio padre intransigente, severo, irremovibile nelle sue idee e nelle sue decisioni.
Ma non è di questo che voglio scrivere ma di un episodio da lui vissuto al tempo della Seconda Guerra Mondiale e mai raccontato .
Papà, motorista nella Regia Marina Militare, ha fatto la guerra sul sommergibile il Serpente.
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| Il Serpente al passaggio del Ponte Girevole di Taranto |
Il tempo passava veloce, l'ossigeno diminuiva, il lavoro intorno ai motori diventava sempre più frenetico, i marinai, giovani diciottenni, perdevano la speranza di rivedere il cielo e si davano a scene di disperazione e di isterismo incontrollabile.
Ormai si era alla fine, il comandante era pronto a compiere l'ultimo pietoso atto verso il suo equipaggio, quando un rumore, prima appena percettibile, poi sempre più forte e deciso, cominciò a diffondersi nell'angustio abitacolo.
I cuori sobbalzarono e mai sommergibili produssero musica più dolce e commovente come quella del Serpente in quella occasione.
Mio padre rifiutò la medaglia di cui volevano insignirlo dichiarando che aveva fatto solo il suo lavoro e il suo dovere.

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