Il castello era abitato da un saggio re insieme alla moglie e al loro unico figlio.
Il principino fino all’età di dodici anni visse al castello, amico di tutti i figli dei sudditi. Poi fu mandato a studiare all’estero. Quando tornò, bello, istruito, dai modi raffinati affiancò il padre nel governare per migliorare ancor di più la vita dei sudditi.
Ogni mattina si affacciava al verone della sua stanza e si divertiva a stuzzicare l’Assunta, la figlia del giardiniere, mentre con amore e dedizione curava le piante nei vasi sul suo balconcino.
– Quante foglie di basilico ha la tua pianta? – le chiedeva.
– Uno, due, tre! E crepi il figlio del re! – le rispondeva lei ridendo.
L’Assunta, amica d’infanzia del principino, era diventata davvero una bella ragazza, e tanti giovani le ronzavano intorno, ma lei non dava retta a nessuno, unico suo pensiero era stare vicino a suo padre che non riusciva a rassegnarsi della morte improvvisa della moglie.
– Quante foglie di basilico ha la tua pianta?
– Uno, due, tre! E crepi il figlio del re!
E ogni mattina il rito si ripeteva.
Allora il principino pensò di vendicarsi della sua impertinenza.
Prese il bel micione dell’Assunta e lo nascose nel castello e lasciò vicino all’uscio della fanciulla un mucchietto di ossicini avanzati dal pranzo.
Quando l’Assunta non vide rientrare il suo bel micione e trovò vicino all’uscio il mucchietto di ossicini non ebbe dubbi e cominciò a disperarsi
– Povero il mio micione! Chi ti ha fatto tanto male?
La mattina seguente mentre curava le sue piante, sempre piangendo per il suo bel micione, il principe le rivolse la solita domanda
– Quante foglie di basilico ha la tua pianta?
– Uno, due, tre! E crepi il figlio del re!
– Povero il mio micione! Chi ti ha fatto tanto male?
Indispettita l’Assunta non uscì più sul balcone mentre il principino era sempre lì ad aspettarla e diventando giorno per giorno sempre più triste.
Quando si mise a letto e non si alzò più, i sovrani chiesero aiuto ai più famosi luminari del tempo, ma nessuno sapeva dire di quale malattia era affetto il principino.
Il re e la regina erano disperati, non sapevano più che fare, quando si presentò al castello una donna avvolta in un lungo mantello nero, e il viso coperto da un velo nero.
– Farò guarire il principino – disse.
Quando fu nella stanza del principino chiese di rimanere sola con lui e quando tutti uscirono sfilò un nodoso randello da sotto il mantello e cominciò a bastonarlo e il principino cominciò a lamentarsi
– Abbiate pietà di me che sono tanto malato! –
– La malattia è nella tua mente – disse la donna – e domattina alzati presto e va sul verone, altrimenti torno con un bastone ancora più nodoso – e andò via.
La mattina, il principino chiese di essere portato fuori, sul verone. E quando fu lì vide l’Assunta che curava le sue piante.
– Quante foglie di basilico ha la tua pianta?
– Uno, due, tre! E crepi il figlio del re!
– Povero il mio micione! Chi ti ha fatto tanto male?
– Abbiate pietà di me che sono tanto malato!
Il principino ben presto si ristabilì ed ogni mattina era lì sul verone a chiedere all’Assunta
– Quante foglie di basilico ha la tua pianta?
– Uno, due, tre! E crepi il figlio del re!
– Povero il mio micione! Chi ti ha fatto tanto male?
– Abbiate pietà di me che sono tanto malato! –
e progettava di vendicarsi.
Una notte che l’Assunta era rimasta sola in casa perché il padre era dovuto andare in città per comperare le sementi, il principino entrò di soppiatto nella casa dell’Assunta e si nascose nell’armadio della sua stanza.
Quando l’Assunta si mise a letto e spense il lume il principino incominciò a grattare con le unghia l’anta dell’armadio e l’Assunta sentendo quell’insistente cra cra pensò che nella stanza ci fossero i topi e poiché aveva una paura folle di questi animali incominciò a piangere e pregare
– Madonna Santissima tieni lontano da me quelle bestiacce! – E non dormì.
Appena il sole mise in fuga la notte, l’Assunta si alzò e cominciò a fare le faccende di casa e quando uscì sul balconcino per curare le piante, il principino era sul verone ad aspettarla.
– Quante foglie di basilico ha la tua pianta?
– Uno, due, tre! E crepi il figlio del re!
– Abbiate pietà di me che sono tanto malato!
– Madonna Santissima tieni lontano da me quelle bestiacce!
E l’Assunta non si fece più vedere.
Il principino si ammalò nuovamente.
I genitori chiamarono tutti i luminari ma nessuno sapeva dire cosa avesse il principino.
Ogni speranza era perduta!
Ed una notte arrivò la Morte, avvolta in un bianco mantello, con la sua falce luccicante.
Avanzò silenziosa e tutti s’inchinavano al suo passaggio.
Quando la Morte fu presso il letto del principino questi incominciò a piangere e a pregarla
– Ti prego, fa che io veda ancora una volta la bella Assunta!
E così la Morte, silenziosa come era venuta, se ne andò.
La mattina, il principino chiese di essere portato fuori, sul verone. E quando fu lì vide l’Assunta che curava le piante.
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– Quante foglie di basilico ha la tua pianta?
– Uno, due, tre! E crepi il figlio del re!
– Povero il mio micione! Chi ti ha fatto tanto male?
– Abbiate pietà di me che sono tanto malato!
– Madonna Santissima tieni lontano da me quelle bestiacce!
– Ti prego, fa che io veda ancora una volta la bella Assunta!
Questa è una delle favole che raccontava la nonna materna, molto più lunga perché molti furono i dispetti che i due giovani si fecero prima di convolare a nozze ma purtroppo non li ricordo.

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