Era entrato in punta di piedi, come amico di scuola del fratello.
Ragazzo serio, ricco quanto basta e questo per i genitori era già tanto, poi se era brutto, goffo e vecchio non aveva importanza.
E così diventò amico di famiglia, il che significò trovarselo tra i piedi a tutte le ore, dentro e fuori casa.
La sua corte fu dapprima molto discreta ma col passar del tempo divenne per Linda insopportabile.
Non gli piaceva e non c'era verso a farglielo capire.
Innanzitutto era vecchio o almeno lei, quindicenne, lo vedeva vecchio.
Era basso, tarchiato, ma la cosa che più le dava nausea era quel neo pendulo che ballava senza tregua sotto il labbro inferiore, neo che poi si tolse per amore della sua Linda.
E già, lui la sentiva già sua, con la benedizione dei genitori di lei!
Quando seppe che a lei piaceva la musica lirica non perdeva occasione per cantarle /Metti anche tu la veste bianca /E schiudi l’uscio al tuo cantor!/ Ove non sei la luce manca; /Ove tu sei nasce l’amor/ beh! questo lo doveva ammettere Linda, la cantava davvero bene, ma che barba! sempre la stessa solfa!
Uffa! Uffa! Uffa!
Diventava ogni giorno più insopportabile, ma la cosa che più le faceva rabbia era che i suoi genitori non intervenivano.
Ma che si erano stancati di lei?
E' vero che era un tipo abbastanza ribelle, sempre pronta a contraddire e fare l'esatto contrario di quello che le veniva chiesto, ma accasarla a quindici anni era davvero troppo!
E poi pian piano stava allontanando tutti i suoi amici. Ombra Malombra lo chiamavano e lo deridevano, ma lui impassibile continuava a essere lì, sempre dietro alla sua Linda.
Ogni strategia era risultata vana.
Ne aveva fatti di scherzi, anche pesanti, da sola o con l'aiuto degli amici, ma lui niente /Metti anche tu la veste bianca/ e si ostinava a non capire che lei, la veste bianca, per lui non l'avrebbe mai messa.
Finalmente arrivò l'estate, le scuole chiusero i loro battenti e Raffaele, già dimenticavo, il brutto goffo vecchio si chiamava Raffaele, ma Linda mai pronunciò quel nome, andò a trovare i nonni.
Linda dimenticò completamente la sua ossessione e si tuffò con tutti i suoi amici nel ritmo sfrenato che l'estate porta ai giovanissimi, mare mare mare e la sera in pista o seduti su di un muretto in riva al mare a raccontarsi storie vere e non vere e a ridere a crepapelle.
Fece nuove amicizie.
Tra questi c'era Nicola. Linda e Nicola simpatizzarono subito.
Una ben assortita coppia di amici!
Bello era Nicola, alto, longilineo, biondo con occhi azzurri e una voce calda e penetrante ed un carattere da sballo!
Con Nicola non ci si annoiava mai, c'era sempre qualcosa nuova da fare o da dire.
E bella era Linda con i suoi lunghi e setosi capelli neri, con i suoi occhi da cerbiatta e un sorriso accattivante e coinvolgente.
Sempre pronta a fare nuove esperienze, sempre desiderosa di apprendere nuove cose, era instancabile. Ormai erano diventati inseparabili, l'uno completava l'altro, l'uno cercava sempre l'altro.
Che estate meravigliosa stavano vivendo!
Erano andati in barca e al largo, lasciandosi avvolgere dall'azzurro e profondo mare, avevano nuotato fino allo sfinimento, fatto capriole immergendosi quando più profondamente potevano per vincere le loro scommesse.
Ora con ritmo lento e cadenzato, felici, sudati, stanchi, sotto l'implacabile sole del mezzogiorno, remavano avvicinandosi alla banchina.
E sulla banchina ad attenderli, con tutto il suo metro e sessanta, c'era lui, Raffaele.
Con un moto di stizza Linda salutò i due ragazzi e si allontanò raggiungendo il resto della comitiva.
Quando si voltò vide Raffaele e Nicola che discutevano vivacemente.
E fu l'ultima volta che vide Raffaele e Nicola, due fratelli!
Nessun commento:
Posta un commento